Junior Italian Open 2017

 In Jiu Jitsu

Il Junior Italian Open è il campionato nazionale di brazilian jiu jitsu per bambini ed adolescenti. Ogni anno a Parma, a ridosso del solstizio primaverile, bambini da tutta Italia salgono sui tatami per portare a casa il titolo tanto ambito.

Il pullman è partito alle ore 7:45 puntuali come da programma, con a bordo 23 bambini e i relativi genitori. Accompagnatori: io, Luca e Sileno.

Durante il viaggio sembrava di essere tra dei giocatori di football americano tanta era la concentrazione che si era stagliata tra i sedili. Auricolari nelle orecchie, sguardi rilassati ma determinati.

Arrivati a Parma con un buon anticipo, ne approfitto per fare due parole ai bambini, ricordargli il percorso di preparazione lungo 3 mesi che hanno fatto, la fatica nel ripetere ancora ed ancora le tecniche, i combattimenti simulati, le mie sfuriate e poco, ma veramente poco, gioco.

Insomma gli ho presentato sul tatami un piccolo assaggio della vita che sarà: se vuoi qualcosa, amico mio, rimboccati le maniche e datti una mossa.

Riscaldamento gestito da Sileno, un allievo ed un amico, che da due anni mi aiuta con il loro corso. E’ metodico Sileno, laureato in medicina da poco, scherza poco ma quello che fa lo fa bene. E lo trasmette ai bimbi. Sudati e ben vestiti si mettono in area pregara e aspettano il loro turno.

Io sono un vulcano in piena attività, urlo, mi sbraccio, cado da una transenna perchè voglio essere li con loro, voglio aiutarli a dare il massimo. La prima è Annaluna, che perde 12 a 0 fino a 12 secondi dalla fine, piange ma non molla. E alla fine vince. La prima è andata. E’ lo specchio di quello che accadrà durante tutta la giornata. Mi cambio la maglietta perchè sono già fradicio.

A ruota salgono tutti, tutti lottano come leoni, chi vince e chi perde ma sempre con grande carattere.

Sergio, Giagio, Anna, Gio, Leone, Bruno, Pippo, Manu, Leo, Pippo, Albe, Celcinho, Erika, Alice, Chiara, Diego, Ettore, Riki, Riccardo, Mattia, Irene, Nico, Marghe. Costi, Andre.

Questi nomi di chi ha portato a casa tredici medaglie, di cui cinque d’oro ed un secondo posto a livello nazionale come palestra.

Francesco Gardini

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Non è il critico che conta, né l’individuo che indica come l’uomo forte inciampi, o come avrebbe potuto compiere meglio un’azione.L’onore spetta all’uomo che realmente sta nell’arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue; che lotta con coraggio; che sbaglia ripetutamente, perchè non c’è tentativo senza errori e manchevolezze; che lotta effettivamente per raggiungere l’obiettivo; che conosce il grande entusiasmo, la grande dedizione, che si spende per una giusta causa; che nella migliore delle ipotesi conosce alla fine il trionfo delle grandi conquiste e che, nella peggiore delle ipotesi, se fallisce, almeno cade sapendo di aver osato abbastanza. Dunque il suo posto non sarà mai accanto a quelle anime timide che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta”       Theodore Roosevelt

 

 

 

 

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