La dedizione e la leggenda del motivatore

Insegnare un’arte marziale è un’arte a sua volta, in quanto non si limita solo ad un’addizione di tecniche e di movimenti fisici ma va a fare leva su una serie di fattori umani, che non possono non essere presi in considerazione da un insegnante serio. Contestualizzando possiamo partire dall’idea che ogni volta che un allievo nuovo si presenta sul tatami c’è un motivo ben preciso: chi vuole tenersi in forma, chi ha della rabbia dentro, chi vuole dedicare 4 ore a settimana a se stesso, chi spera di curare insicurezze o periodi negativi.

In molti di questi casi, e non solo riguardo ai neofiti della nostra arte, ci si ritrova con un manipolo di persone  con esigenze completamenti differenti ma unite da qualche utile denominatore, come ad esempio cercare di estrapolare qualcosa che possa migliorare la propria giornata o addirittura la propria vita, nel fatto di mettersi un Gi e allenarsi in uno scontro (anche se regolamentato e fatto in serenità sempre di scontro si tratta) con un altro essere umano.

Tolto il miracoloso entusiasmo iniziale emerge poi la cruda realtà, attraverso la metafora della lotta e dell’allenamento, sotto la forma della dedizione e motivazione. Perchè tutto gira intorno a queste due magiche parole. Sul tatami insomma, attraverso un approccio animalesco e istintivo, finisco le menzogne autoindotte e comincia la nuda e cruda realtà, che va accettata e che deve dare la spinta verso la direzione dell’integrità e dell’automotivazione.

Poche parole come la parola “motivazione” sono state maltrattate, sfruttate e rigirate per poter accedere ad alambicchi contenenti una pozione magica o poter vendere un prodotto fatto di parole ad effetto. Ma intorno a tutto questo esiste molta confusione (spesso molto comoda), poichè la nostra cultura ha perso il senso dell’impegno e della volontà individuale, nell’illusione che ci sia qualcuno o qualcosa che stimoli la nostra voglia di fare bene. Mentre in giro vagano maghi e stregoni pronti a vendere, ben vestiti nelle loro camicie, la svolta della vita, alcune persone capiscono che la chiave, il vero segreto di tutto è solo la dedizione e come dicevo prima l’automotivazione. Aprendo qualche libro o cercando nel facile mondo di internet, è facile venire a conoscenza che le grandi realizzazioni in qualsiasi campo hanno il denominatore comune dell’impegno personale. Ore e ore di lavoro, di tentativi e di fallimenti coronano quello che poi sarà un successo.

Quindi possiamo dire che il vero Santo Graal è la capacità di automotivarsi, di avere la dedizione di perseguire un obiettivo senza scoraggiarsi davanti a difficoltà od ostacoli. Ma la buona notizia è che tutti possiamo farlo, perchè per una questione evolutiva la nostra sopravvivenza è passata dalla persistenza ed abbiamo il dono di mantenere elevati i nostri standard motivazionali.

 

 

Francesco

Gli articoli che scrivo sono frutto delle mie emozioni e spesso delle letture a cui mi appassiono. Non mancheranno quindi pensieri di scrittori che adoro come Trabucchi, Thoreau, Pasolini, Saramago, Zola, Marco Aurelio e lirici greci.