Meet the team. #2 JJC Garda Lake

Per l’appuntamento con i nostri istruttori e capofiliale, oggi abbiamo il piacere di conoscere Paolo Limauro, responsabile di JJC Garda lake.

 

Ciao Paolo, presentati:

Sono Paolo, ho 46 anni, sono papà di 3 bimbi, pratico arti marziali e sport da combattimento da quando ho 6 anni.

Sono cintura marrone di Brazilian Jiu Jitsu e istruttore federale riconosciuto dal CONI.

Sono rientrato dal Brasile nel 2017, lì insegnavo jiu jitsu ai bambini all’interno di un progetto sociale chiamato “Corais di Ponta Negra”, arrivato Verona Francesco e Luca mi hanno accolto al JJC ed insieme abbiamo pianificato la nascita della filiale JJC Garda Lake.

Come mai hai deciso che il jiu jitsu sarebbe stato la tua attività lavorativa principale e come mai al JJC?

Sono tornato in Italia con le idee ben chiare, volevo fare della mia passione il mio lavoro.

Avrei potuto seguire il mio progetto in maniera autonoma ma i ragazzi del JJC mi hanno aperto le porte della loro Accademia e con loro ho trovato un ambiente fantastico per allenarmi ed estremamente professionale dal punto di vista lavorativo.

Cosa ti aspetti nei prossimi anni da questa partnership?

In questi due anni ho assistito ad una crescita esponenziale del jiu jitsu in Italia.

Personalmente sto cercando di diffondere il Jiu Jitsu nelle scuole con il supporto didattico dei miei maestri e sto riscontrando una grande attenzione da parte delle autorità scolastiche. Penso che i valori veicolati dalle arti marziali siano una possibile soluzione a molti dei problemi di bullismo che stiamo presenziando oggigiorno.

Ti sei specializzato nel corso bambini che ha avuto un grande successo in termini di numeri e qualità tecnica, qual è il segreto?

Prima di inaugurare la mia filiale ho affiancato Francesco per 5 mesi al JJC e seguito un corso specifico dedicato agli istruttori Kids perchè volevo che la mia filiale avesse la stessa qualità che ho riscontrato tra i bimbi di Sommacampagna. La scelta di investire nella formazione ha pagato ed oggi, dopo un anno e mezzo, ho 45 alunni, insegno tutti i giorni e a settembre inaugurerò un altro corso.

Come organizzi la tua formazione e come ti alleni per poter rimanere sempre competitivo in termini di insegnamento? Parlaci di questo aspetto anche dal punto di vista personale:

Per trasmettere passione bisogna essere innamorati di ciò che si fa, a volte questo si scontra con le necessità della vita familiare ma cerco, comunque, di fare jiu jitsu almeno sei ore alla settimana, tre volte alla settimana seguo la mia preparazione atletica ed infine faccio lezioni private per mantenere e correggere la parte tecnica.

Un aspetto che amo particolarmente sono gli stage di aggiornamento periodici con i grandi nomi del BJJ che spesso capitano in Italia, con loro è come attingere direttamente alla fonte, partecipare a questi seminari è sempre una grande opportunità di crescita professionale.